Politica | 27.09.2015

La partecipazione politica e il consiglio cantonale dei giovani

Text by Elena Botti | Photos by Christof Kleger
Tre ticinesi alla sessione dei giovani di quest'anno danno le proprie opinioni riguardo la politica e il consiglio cantonale dei giovani. Botta e risposta.
Antea, Camilla e Damiano.
Immagine: Christof Kleger

Alla sessione dei giovani di quest’anno, noi di Tink.ch ci siamo interessanti alla partecipazione politica dei giovani, ponendo alcune domande ad Antea, Camilla e Damiano; tre ragazzi del gruppo ticinese che trattava la protezione dei dati. Questi ragazzi, oltre essere partecipanti a Berna, sono anche attivi in Ticino.

 

Antea Nicora, 17 anni, di Losone, frequenta il liceo scientifico a Locarno. Si sta interessando più da vicino alla politica, ma resta sempre con i piedi per terra. Le piace trovare il lato divertente e più leggero della politica, per evitare di trasformarla in un qualcosa di noioso e difficile.

 

Camilla Naiaretti, 17 anni, di Ascona; è una ragazza che sa cosa vuole. Ponderata e razionale, riesce a trasmettere molto entusiasmo ai suoi interlocutori. Ha già  partecipato al consiglio cantonale dei giovani in terza media e sta considerando di ricandidarsi.

 

Damiano Pasquali, 18 anni, di Riva San Vitale; membro del comitato del consiglio cantonale dei giovani, è un ragazzo che conquista e incanta con la propria parola. Sa il fatto suo e non vuole assolutamente farsi mettere i piedi in testa. Fra qualche settimana inizierà  lo studio di diritto a Friborgo.

 

È la prima volta che partecipi alla sessione dei giovani? Come hai scoperto questo evento?

-A: Per me si tratta della prima volta e me ne ha parlato proprio Camilla, descrivendo la sessione interessante e divertente.

-C: Io sono già  venuta due anni fa e mi era piaciuta molto, per cui ho deciso di tornarci. Me ne parlò mio cugino.

-D: Questa è la mia seconda sessione, che mi è stata consigliata da un mio collega di comitato del consiglio cantonale dei giovani.

 

Come mai vi interessa la politica?

-A: Mi è sempre piaciuto dare la mia opinione e discutere, per cui la politica mi sembra un’ottima opportunità  per dibattere.

-C: Già  da piccola discutevo e dibattevo molto, poi in terza media ho partecipato al consiglio cantonale dei giovani, che mi piacque e decisi di fare altre esperienze.

-D: Sono italiano e quando sono venuto in Svizzera, al liceo, un mio compagno mi parlò del consiglio cantonale dei giovani e per curiosità  mi iscrissi, feci due anni in assemblea, mi candidai al comitato e adesso collaboro con molti giovani, indipendentemente dal loro orientamento politico.

 

Quanto è importante per i giovani essere confrontati con la politica?

-A: Molto! Sono i giovani il futuro della politica e non solo, ed è proprio bello vedere, qui alla sessione, quanto siano tutti interessanti a lavorare, a dibattere e a conoscere il mondo della politica.

-C&D: Inoltre si discute su temi attuali, dunque è fondamentale avere un’opinione, anche in vista delle votazioni, visto che anche i giovani hanno il diritto di voto.

 

Siete dei partecipanti ticinesi e italofoni qui a Berna; fate parte di una minoranza. Il dialogo con svizzeri tedeschi e romandi è sempre facile? Avete dei contatti al di fuori del gruppo di lavoro?

-A: Purtroppo non abbiamo quasi contatto con gli altri, né con romandi, né con svizzeri tedeschi.

 

Pensate di portare un contributo nonostante il Ticino sia una piccola realtà  in Svizzera?

-C: Sicuramente! La nostra è una realtà  differente, sia a livello linguistico che culturale ma proprio per questo il nostro contributo è fondamentale e non è perché siamo una minoranza che le nostre opinioni abbiano meno valore delle altre.

 

Che obiettivo vuoi raggiungere “facendo politica”?

-A Prima di tutto esporre un’idea e provare a cambiare ciò che non ritengo funzioni adeguatamente.

-C: Per me è importante confrontarmi con altre persone per avere la possibilità  di rivalutare le mie idee, interessarmi alla politica e all’attualità , votare ed essere una cittadina attiva.

-D: Io vorrei riuscire ad avvicinare ed incoraggiare altri giovani, facendo capire che la politica non è una cosa da vecchi.

 

Che relazione c’è fra la sessione dei giovani di Berna e il consiglio cantonale dei giovani? Che somiglianze e differenze ci sono?

-D: I temi sono differenti, sebbene il principio sia lo stesso e ovviamente in Ticino manca l’aspetto del plurilinguismo. In Ticino abbiamo un consiglio molto ben strutturato e un riconoscimento legale, dunque quasi ci “bastiamo da soli”, anche se invito sempre a partecipare agli eventi fuori cantone. La sessione federale dei giovani credo sia molto più complicata da organizzare, ma l’impegno è lo stesso per entrambi i progetti.

 

La politica è “solo” un hobby o vorreste diventasse parte integrante della vostra vita professionale?

-A: Non ho ancora pensato così avanti, ma sicuramente voglio fare qualcosa a livello comunale.

-C: Spero che la politica possa diventare parte integrante della mia vita, infatti sto considerando di candidarmi al consiglio comunale.

-D: Invece io non penso di vedere la mia vita collegata alla vita politica partitica, piuttosto preferisco collaborare con le associazioni che cercano di coinvolgere i giovani o comunque di sostenere la vita politica.

 

Credete che la sessione dei giovani sia utile? Porta concretamente a un risultato ed ha un impatto sulle decisioni dei parlamentari?

-D: Non so esattamente quante delle nostre richieste vadano a buon fine, ma servono a far vedere ai politici, “ai grandi”, che i giovani ci sono. Inoltre, grazie alla sessione dei giovani, possono consultare i nostri documenti ben stilati e verificare la nostra opinione.

-C: Non penso ci sia un reale impatto, ma i parlamentari si ritrovano così a confronto con uno scritto dei giovani e ciò è importante perché dimostra che non tutti i giovani non sono aperti alla politica.

 

Al giorno d’oggi sono in molti ad avere una visione negativa dei giovani, poiché non si interessano alla politica. Cosa ne pensate?

-D: Secondo me la politica giovanile dovrebbe essere incentivata e non resa noiosa.

 

Come deve essere un buon politico secondo voi?

-A: Deve essere convinto e seguire la sua opinione coerentemente, ascoltando anche gli altri per cercare un compromesso.

-C: Deve essere determinato, saper ascoltare e seguire il proprio istinto, senza basarsi unicamente sulle idee del partito a cui appartiene.

-D: Un buon politico deve essere disposto ad imparare sempre ed ascoltare le necessità  dei cittadini, poiché è lì per fare gli interessi di qualcun altro e non i propri.