Società | 05.09.2015

Attraversando Cipro

Il turista, non dovrebbe avere la pretesa di capire interamente il paese in cui viaggia, la città  che visita in uno o due giorni, i paesi e le strade che percorre a piedi o in macchina. Un turista può raccogliere immagini e sensazioni, che sarà  in grado di elaborare una volta tornato a casa: potrà  esprimere pareri e giudizi, ma presto si accorgerà  di rappresentare soltanto uno dei molti punti di vista esterni e di aver soltanto dato un'occhiata a un mondo per tante cose simili al proprio e per tante altre diverso.
Graffito su una panchina, sui monti Trödos.
Immagine: Felicity Brunner

Storia di un territorio

Cipro, situata tra Grecia e Turchia, si trova in una posizione difficile tra due nazioni e due continenti, ma soprattutto tra due culture. L’isola è difatti divisa in due parti separate: La Repubblica di Cipro, che comprende le zone sud-occidentali e che forma uno Stato membro dell’Unione Europea, e la zona turco-cipriota del nord, autoproclamatasi Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solamente dalla Turchia. Nel 1974 la Turchia, scontenta della presenza politica sempre più forte della nazione greca nell’isola, invase la parte settentrionale dello stato, in difesa della propria cultura, presente da secoli sul territorio cipriota.

 

Inizio di un viaggio

Oggi, attraversando la “green zone” (l’area istituita dall’ONU lungo la linea del cessate il fuoco che si stabilì dopo l’intervento militare nel 1974), l’impressione di spostarsi tra uno stato e l’altro non coinvolge soltanto la dimensione spaziale, ma riguarda diversi fattori. In 40 anni, infatti, quella che un tempo era una regione unica, formata da diverse etnie, disperse sull’intero territorio, si è separata in due mondi, che “convivono” sull’isola evitando il contatto. Il viaggiatore che si ferma in questi mondi, osservando le popolazione, i paesaggi e l’architettura, dopo breve tempo si trova a porsi una semplice domanda: esiste ancora l’identità  cipriota?

 

Da sud

“Fra tutti gli esseri umani insopportabili – e lo sa Dio quanti ce ne sono! – i turisti sono i peggiori. Se sono inglesi, colonizzano il personale dell’albergo, se sono italiani pensano subito a penetrare nella vostra camera, e se sono tedeschi… be’, basta che lo siano.” (Oscar Wilde). A Cipro del Sud, partendo dalla città  di Paphos, si nota immediatamente la forte presenza britannica. Lungo le strade è facile imbattersi in pub inglesi, dove ascoltando gli Oasis, vengono servite pinte su pinte di bionde e scure. L’inglese è quasi una lingua “matrigna”, non solo per quanto riguarda ristoratori e personale degli alberghi: è difficile incontrare un cittadino che non lo parli.

 

Stanchi del formicolio di Paphos si può tentare di trovare la tranquillità  in uno dei molti paesi nell’entroterra dell’isola. Tuttavia anche nei villaggi per prima cosa ci si imbatte nella presenza britannica: in questo caso spesso si presenta sotto forma di coppie pensionate, che possiedono una casa di vacanze, o di famigliole con bambini che vengono a Cipro per rilassarsi. In definitiva l’impressione che si ha è di un turismo fortemente indirizzato verso i desideri inglesi: un turismo che può sembrare malsano e che spesso, un po’ per ridere un po’ sul serio, ricorda il meccanismo di colonizzazione di cui già  parlava Oscar Wilde.

 

A nord

Cipro del Nord è tutt’altra cosa. Attraversato il confine cambiano i paesaggi, gli edifici e soprattutto i rapporti con le persone. Il turismo si trova anche qui, ma è messo in secondo piano dall’identità  turca che domina questa zona dell’isola. Le strade di Lefkosia (nome che viene dato alla parte turca di Nicosia, capitale dell’isola) sono costellate dai ristoranti tipicamente turchi (quelli che noi chiamiamo Kebab). Si incontrano Hamam, Bazar, e soprattutto una gran quantità  di moschee, spesso ancora in costruzione.

 

Tuttavia ciò che più colpisce l’occhio è la quantità  sconcertante di bandiere turche e turche cipriote: sulle case, per le vie, lungo le coste e nei luoghi pubblici, ovunque si vede il bianco e il rosso della stella e della luna turca. L’identità  turca ha lasciato il suo segno, letteralmente, sul territorio: spostandosi infatti da Lefkosia all’aeroporto di Ercan, non si può mancare di veder disegnata sul fianco sud della catena montuosa di Kyrenia la bandiera turco-cipriota, che di notte si illumina. Con i suoi 425 metri di larghezza e 250 metri di altezza sovrasta paesi e città , a perenne ricordo della presenza turca sull’isola.