22.07.2015

Luglio dolceamaro per i contadini

Estate sì, ma in questo caso estate... estrema. Stiamo vivendo un luglio da record, addirittura il mese più caldo da quando si effettuano le misurazioni. Protagonista, l'ondata di canicola che ha investito le nostre regioni - quantificata di grado quattro (su cinque) da Meteosvizzera. E a boccheggiare a causa dell'afa non è soltanto l'essere umano, ma anche piante e animali. Quali sono dunque le conseguenze delle temperature elevate per l'agricoltura e l'allevamento? Ne abbiamo parlato con tre esperti del campo.
Anche loro hanno caldo.
Immagine: Felicity Brunner

«Il bestiame al pascolo soffre come soffriamo noi. È importante che ci siano delle zone d’ombra, che ci sia acqua fresca», spiega Roberto Aerni, presidente dell’Unione Ticinese dei Contadini. «Al momento il caldo intenso rischia di compromettere la produzione di latte e carne» – sottolinea Aerni – «il bovino preferisce di gran lunga la frescura, preferisce un bel inverno a meno dieci che questa afa». I più colpiti, gli animali che stanno in pianura. E ne va di mezzo la produzione, di latte e carne, e di conseguenza anche dei derivati, come il formaggio.

«Ora è da vedere cosa succederà , perchè l’estate è ancora lunga» – dice Aerni. «Chiaramente se si va avanti di questo passo sarà  duretta ! Specialmente per quanto riguarda il foraggio per il fieno. Ma anche per le coltivazioni di mais, che necessitano di molta acqua» – aggiunge. «Tutto ne risentirà ».

I due rovesci della medaglia

«Il problema che potrebbe sorgere – spiega il presidente di Agrifutura Giovanni Berardi – riguarda la fienagione, che sta procedento a pieno ritmo: il caldo potrebbe bloccare la ricrescita dei prati appena falciati, impedendo un secondo taglio». Ma la canicola porta con sè anche alcuni aspetti positivi per gli agricoltori: «favorisce la crescita degli ortaggi e ne favorisce anche il consumo» – afferma Berardi – «quando fa caldo la gente di solito consuma molta verdura, che porta vitamine, acqua, sali minerali. Per cui lo smercio dovrebbe andare bene. La medaglia ha i due rovesci: il lato positivo e quello negativo!».

Nell’alveare

Al di sopra dei 30 gradi le piante non producono più nemmeno nettare, e questo può voler dire una riduzione del raccolto da parte delle api. «Le api stesse vanno in surriscaldamento, devono badare a mantenere la temperatura della colonia, e questo impega molta energia – spiega Davide Conconi, presidente della società  ticinese di apicoltura. «Di conseguenza il raccolto ne è limitato».

Niente panico, però, per gli amanti del nettare zuccherino. In effetti, il grosso delle fioriture è avvenuto prima dell’ondata di canicola. Il raccolto quest’anno sarà  quindi buono. «Quello che invece potrà  succedere – aggiunge Conconi – è che si generi un blocco dello sviluppo delle colonie, non trovando le api più nulla da raccogliere. Blocco che che può essere negativo in vista della preparazione all’inverno». Niente carenza di miele per ora, dunque, ma i problemi potrebbero sorgere a scoppio ritardato.

Tra l’altro, le api sono sono delle ottime bioindicatrici della salute dell’ambiente. «L’andamento della colonia e dei suoi raccolti è in effetti strettamente legato al clima», conclude Conconi.