16.06.2015

Una maniera alternativa per comperare bio

«Siamo una cooperativa di consumatori e produttori del biologico organizzata in gruppi di acquisto, presenti sul territorio della Svizzera italiana: queste le parole che si leggono sulla pagina internet dell'associazione ConProBio, nata in Ticino negli anni '80. A coloro che già  conoscono questa cooperativa, o che ne verranno a conoscenza tramite il seguente articolo, vogliamo offrire uno sguardo d'insieme sul progetto, mettendo a fuoco i principi che ne stanno alla base. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito internet (www.conprobio.ch): mostrando un modo alternativo per fare la spesa settimanale, l'esito, forse, sarà  che una persona in più vorrà  dire: "anche io ConProBio!".
Una mucca dell'alpe 'Monda', sopra Carasso.
Immagine: Felicity Brunner

Come è nato

In Svizzera il bio nei supermercati sta aumentando rispetto a una trentina di anni fa quando era considerato una stravaganza alimentare riservata a chi se la poteva permettere. Oggi sempre più consumatori, trovandosi di fronte agli scaffali di Coop o Migros, scelgono prodotti biologici, a scapito della coltivazione in massa di frutta e verdura, dell’allevamento intensivo di bestiame, e in generale della produzione industriale di alimentari. Tuttavia uno degli ostacoli maggiori che si pone tra il consumatore e il prodotto contrassegnato in verde, è il prezzo, spesso più alto rispetto al fratello “industriale”.

 

La ConProBio è nata come una risposta a questa problematica. “Il progetto si basa su un semplice desiderio: bilanciare il discorso filosofico-etico con quello economico” spiega Angela Tognetti (proprietaria dell’azienda La Colombera), che negli anni ’80 insieme ad alcuni agricoltori ticinesi ha dato vita a questo progetto pionieristico. Il desiderio di cui parla è di poter vendere i prodotti direttamente alle famiglie, eliminando la necessità  di un intermediario (i già  citati supermercati quali Coop e Migros).

 

Il modello ideato dalla cooperazione è molto semplice: la ConProBio svolge il ruolo di piattaforma, che raccoglie i prodotti, li divide e li smista ai “gruppi famiglia” (tramite un servizio di trasporto). I gruppi famiglia sono degli insiemi di consumatori (formati da almeno quattro economie domestiche) che acquistano i prodotti per smistarli privatamente. Ogni gruppo ha un “capo”, il quale raccoglie le ordinazioni di tutti i membri, trasmettendole alla piattaforma; questa in un secondo momento inoltrerà  la comanda al fornitore. Il fornitore infine consegnerà  la merce alla centrale dove i collaboratori preparano le casse da distribuire ai gruppi. Ogni consumatore effettua la propria ordinazione in base all’offerta settimanale aggiornata, presente anche sul sito internet, e nel giro di una settimana ottiene la propria spesa.page1image21840page1image22000

 

Con quali ideali è cresciuto

“La ConProBio è una piattaforma che distribuisce su ordinazione” afferma orgogliosamente Tognetti “in questo modo non sussiste il problema dello spreco”. Oltre a ciò la ConProBio si vanta di essere un’associazione non basata sul profitto: il produttore decide il prezzo e la cooperazione aggiunge un margine per pagare il salario dei pochi dipendenti (il lavoro del comitato d’amministrazione e dei capigruppo è volontariato) e mantenere le infrastrutture della piattaforma (mezzi di trasporto compresi). In questo modo il fornitore ottiene il prezzo pieno per la propria merce e il consumatore paga solamente per il prodotto che ottiene.

 

La ConProBio tuttavia non bada soltanto alla qualità  dei prodotti, ma anche all’influsso che il commercio può avere sull’ambiente: essendo un’organizzazione nata in Ticino, lo scopo è quello di vendere principalmente prodotti regionali (per favorire le aziende locali e ridurre l’inquinamento da trasporto). L’offerta regionale viene completata con prodotti svizzeri o che provengono dall’estero (in primo luogo l’Italia), tutti rigorosamente controllati e rispecchianti le norme bio. Per quanto riguarda l’importazione la ConProBio lavora con dei partner quali la Linea Bio Verde (per Svizzera e Italia), riducendo al minimo il rischio di sfruttamento dell’ambiente.

 

Il successo del progetto è aumentato con il passare degli anni, per rendersene conto basterà  considerare il numero di membri iscritti alla cooperativa: Angela Tognetti ricorda con un sorriso i primi anni, quando l’idea stava prendendo piede e i soci erano dodici famiglie. Oggi, afferma fieramente, i membri sono arrivati a più di 1650 e si dividono in 250 gruppi famiglie. Il bio evidentemente non attira più esclusivamente facoltosi alternativi, ma è un modo di produrre redditizio, che per i diversi consumatori è diventato un’ideologia e uno stile di vita.