30.06.2015

CapaRezza e Jovanotti: i concerti di Milano

Doppia serata musicale oltre confine per ascoltare dal vivo due grandi artisti italiani contemporanei, dagli stili diametralmente opposti.
Jovanotti VS CapaRezza.
Immagine: mag.sky.it e kataweb.it

Giudicare obiettivamente la performance di un’artista è sempre una sfida difficile e dalle molteplici insidie. Riuscire a comparare due artisti apparentemente così diversi è probabilmente pura utopia, e quindi proviamo solo a raccontarvi con occhio critico due belle serate di musica italiana.

 

Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, il ragazzo fortunato

Dopo il primo tour negli stadi che ha celebrato nel 2013 i 25 anni di carriera dell’artista di Cortona, Lorenzo Cherubini ci ha preso gusto ed è tornato quest’estate con una nuova lunga tournée nei maggiori impianti italiani, volta a promuovere il nuovo album “Lorenzo 2015 cc“.

 

Giovedì 25 giugno San Siro era tutto esaurito per “Jova”, nella prima delle tre serate di fila da sold out nel capoluogo lombardo. Il toscano ha presentato uno show sulla falsariga di quello già  ammirato nel Backup Tour del 2013. Remix dance dei pezzi che più si prestano, versioni acustiche strappalacrime delle canzoni più introspettive e, parziale novità , tanta cinematografia visti i numerosi video inediti che hanno presentato e fatto da sfondo ai brani, con tanto di comparsate di vari personaggi da Fiorello a Carlo Conti.

 

Jovanotti ha confermato la sua incredibile prestanza scenica saltando, correndo, urlando per quasi due ore e mezza, vestendo i più disparati e sgargianti costumi, sempre in tema con il resto della maestosa scenografia, appoggiatasi massicciamente a svariate sorprendenti diavolerie digitali. In mezzo a tanta tecnologia sarebbe però stato sicuramente da rivedere l’audio, non all’altezza dello show in vari settori dello stadio.

 

CapaRezza, Fuori dal Tunnel c’è molto di più

I musicisti troppo spesso devono lottare con un avversario veramente imbattibile: l’etichettatura. Michele Salvemini, in arte CapaRezza, è uno di quelli che la sua etichetta se la porta appresso come fosse un crocefisso da più di dieci anni. “Ah, sì, quello di Fuori dal Tunnel” dice la gente di lui, ma CapaRezza ha prodotto molto altro nel frattempo. Certo, qualche altra canzone che suo malgrado ha fatto da tormentone, ma preferiamo ricordarlo per i suoi pezzi meno esaltati dalle masse e che lo valorizzano al di là  di ogni stereotipo. Michele è infatti un attento osservatore della società  italiana, che riesce a mettere in musica, su basi spesso molto orecchiabili già  al primo ascolto, profonde riflessioni sulla quotidianità  e soprattutto sui malcostumi del suo paese.

 

L’artista pugliese venerdì 26 giugno inaugurava il suo nuovo tour estivo con una data al Rugby Sound Festival di Parabiago (MI). Punto centrale dello show è stato l’ultimo lavoro in studio, “Museica”. “Capa” l’ha riprodotto sul palco con la sua consueta dissacrante ironia, arricchita da innumerevoli lezioni d’arte e storia, necessarie per spiegare i suoi pezzi e per collegarli tra loro in una scaletta che ha comunque ripescato anche alcune vecchie gemme del suo ormai largo repertorio. Il cantante ha saputo, per più di due ore, dilettare i suoi fan con ricchi e sgargianti travestimenti e accurate scenografie che hanno fatto da cornice ai pezzi: Van Gogh, Dante Alighieri, il dadaismo, Galileo Galilei, i mostri sacri della musica… CapaRezza non si è fatto mancare nulla e il folto pubblico accorso nemmeno, visto che lo spettacolo è stato elettrizzante da cima a fondo anche grazie alla calorosissima partecipazione dei presenti, capaci di cantare a squarciagola ogni ritornello e di scatenare un arroventato pogo.

 

Il giudizio

Il pubblico cambia, la musica è diversa, i messaggi messi in campo differiscono. Uno basa metà  del suo repertorio sull’amore, l’altro una canzone d’amore non l’ha nemmeno mai scritta. Eppure c’è qualcosa che accomuna Jovanotti e CapaRezza: l’abilità  senza eguali di stare su di un palco a intrattenere il proprio pubblico, facendosi adorare alla follia da esso e… detestare da tutti gli altri. “De gustibus non disputandum est“, ma fidatevi, datela un’occasione a questi due.