Politica | 18.05.2015

Verso una responsabilità  economica

La Svizzera è il Paese con la maggiore densità  di aziende al mondo. Nelle loro attività  all'estero diverse di queste sono eticamente corrette, altre per nulla. Da questa constatazione nasce l'iniziativa per multinazionali responsabili. In Svizzera italiana la presentazione ha avuto luogo il 5 maggio a Lugano.
Pi๠rispetto per l'uomo e per l'ambiente.
Immagine: konzern-initiative.ch.

«Bisogna aggiornare il nostro impegno in fatto di valori etici nel mondo». Queste le parole di Dick Marty, co-presidente del comitato promotore dell’iniziativa per multinazionali responsabili. Sono infatti molte, troppe le imprese svizzere che nelle loro attività  all’estero non tengono conto dei diritti delle persone e della protezione dell’ambiente. Sfruttamento della manodopera, lavoro minorile, saccheggio di risorse, emissioni nocive per la salute e disastri ambientali, ecco alcuni esempi. La causa: una legislazione insufficiente o non applicata. A livello mondiale, infatti, gli standard minimi esistenti non sono giuridicamente vincolanti. Obiettivo dell’iniziativa è dunque garantire che le imprese con sede in Svizzera integrino il rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali nell’insieme delle loro relazioni d’affari anche all’estero.

 

Un nome, una garanzia?

La Confederazione è ammirata a livello internazionale per il suo impegno umanitario e per il metodo che ha nei suoi progetti di sviluppo economico-sociale. Per Chiara Simoneschi-Cortesi, membra di comitato, è quindi «inaccettabile che le aziende svizzere e le loro filiali all’estero -˜si dimentichino’ di questi principi fondamentali iscritti nella Costituzione vanificando tutto il lavoro di empowerment che viene fatto dalla Svizzera con i suoi progetti in loco». Anche se sono «poche» (come afferma Simoneschi-Cortesi), certo non sono irrilevanti le società  svizzere che tramite le loro attività  all’estero risultano implicate in scandali. In Asia, in Africa, nei Paesi dell’Est europeo. Un esempio? La Glencore, la più grande multinazionale al mondo attiva nel campo delle materie prime. «La sua attività  di estrazione mineraria nella Repubblica Democratica del Congo ha causato innumerevoli danni – dichiara Simoneschi-Cortesi. «Si contano persone allontanate dalle loro terre, abitazioni danneggiate dalle esplosioni, acque inquinate, campi inutilizzabili. Diversi problemi sono tutt’ora irrisolti, in particolare la questione dell’inquinamento delle acque» conclude.

 

Responsabilità  presente… guardando al futuro

«Queste aziende mettono a repentaglio la reputazione della Svizzera, operano in Paesi molto fragili e agiscono senza alcun controllo. Chiediamo loro di sentirsi responsabili per le loro azioni – afferma Dick Marty, aggiungendo poi che – le popolazioni colpite dalle attività  di queste imprese, se non possono vivere nel loro Paese, sono costrette ad emigrare. Ecco allora che sorgono i problemi che abbiamo oggi nel Mediterraneo. Se richiamiamo l’economia a maggiore responsabilità , queste persone rimarranno nel loro Paese, e se questi Paesi possono accedere al benessere, diventeranno un nuovo mercato per la nostra economia». Una concatenazione di cause e conseguenze, questa, che però non interessa unicamente le dinamiche politiche, sociali ed economiche attuali. Marty pone inoltre l’accento sul concetto di autoregolazione. L’iniziativa vuole infatti che si abbia una visione per le generazioni future, in un’ottica di sviluppo sostenibile.

 

«Una massiccia mobilitazione»

Promossa da 66 associazioni svizzere attive in diversi ambiti – politica di sviluppo, diritti umani, diritti delle donne, ambiente, Chiese, sindacati e azionariati – l’iniziativa popolare ha dato il via alla raccolta firme il 21 aprile. «È la prima volta che vi è una mobilitazione così massiccia della società  civile attorno ad un’iniziativa di questo genere – sottolinea Marty – il tema interessa noi tutti». Ora non resta che raccogliere 100mila consensi. Tempo a disposizione, 18 mesi. Per maggiori informazioni: www.iniziativa-multinazionali.ch.