02.03.2015

Giovani ticinesi alle prese con la giungla di lingue

Come se la cavano i giovani ticinesi che studiano "in dentro" per dirla con un'espressione dialettale ticinese - con le lingue nazionali svizzere? Per trovare una risposta, abbiamo creato un sondaggio, a cui 60 ragazzi ticinesi dai 20 ai 30 anni hanno risposto
La bandiera svizzera sul lago di Brienz
Immagine: cfr. Andrew Bossi, Wikipedia.

Sono tanti i giovani ticinesi che per motivi di lavoro e, soprattutto, per motivi di studio si trasferiscono – anche solo temporaneamente – oltralpe. Un nuovo cantone e una nuova città  rappresentano per molti una sfida, ma significano anche tante nuove difficoltà : un nuovo ambiente, un nuovo lavoro, magari nuovi amici e, in particolare, una lingua diversa da quella parlata a casa.

Le domande poste erano varie, e spaziavano dalla competenza nelle lingue svizzere all’interesse nell’imparare un nuovo idioma, fino ad arrivare al sistema d’insegnamento linguistico ticinese, il punto forse più interessante. Le risposte paiono incoraggianti: oltre la metà  dei ragazzi dichiara di conoscere e sapersi esprimere in tre lingue oltre a quella nativa, l’italiano. Per gli svizzeri, dice una ricerca indetta nel 2010 dalla Confederazione, la media delle lingue parlate oltre a quella madre è di due; un buon risultato quindi per la gioventù ticinese. Promettenti paiono anche le conoscenze delle due maggiori lingue nazionali, tedesco e francese: quasi la metà  dei partecipanti al sondaggio dichiara di padroneggiarle in modo buono o molto buono, mentre una minoranza ha una conoscenza solo discreta delle due lingue.

 

Italiano, una minoranza

In un paese come la Svizzera, che conta ben quattro lingue nazionali, una buona competenza linguistica e il sapersi districare nella giungla del plurilinguismo è essenziale, e forse lo è ancora di più per i giovani ticinesi. La nostra lingua, l’italiano, rappresenta una minoranza nella Confederazione; inoltre, l’assenza di strutture universitarie – oltre all’USI, che però offre ancora pochi curricula di studi – obbliga spesso i ragazzi a spostarsi nei cantoni vicini, portandoli a contatto con realtà  linguistiche, e anche culturali, nuove. Con una buona capacità  linguistica diventa più facile integrarsi nel nuovo cantone e crearsi una nuova rete di amici; difatti, su 60 partecipanti, 40 hanno dichiarato di aver fatto delle nuove amicizie nella nuova città  in cui si sono trasferiti per motivo di studio. Il plurilinguismo, una ricchezza già  di per sé, diventa essenziale per un ticinese oltre Gottardo.

 

Il problema è nella scuola

Fino a qui i risultati sono molto promettenti: i giovani ticinesi hanno una competenza linguistica abbastanza alta e riconoscono l’importanza di conoscere le principali lingue nazionali.

Il tasto dolente pare purtroppo essere l’educazione scolastica offerta dalle scuole in Ticino. La maggioranza afferma, infatti, che ciò che hanno imparato a scuola non sia servita a nulla quando, ormai finito il liceo o altro tipo di formazione, si sono trasferiti oltralpe. Il livello di educazione offerto dalla scuola è giudicato come sufficiente o discreto, mentre solo il 17% dei partecipanti lo giudica come buono. Non pare essere quindi buona l’opinione di coloro a cui la conoscenza di una seconda o terza lingua sarebbe maggiormente utile.

 

Di chi é la colpa?

L’opinione generale che scaturisce dalla nostra inchiesta è un atto di accusa nei confronti del sistema scolastico ticinese, colpevole secondo la maggior parte dei partecipanti di non offrire  insegnamento pratico negli ambienti scolastici ticinesi; gli intervistati hanno proposto varie soluzioni, che spaziano dalla semplice aggiunta di più ore di pratica della lingua e conversazione in classe, a soluzioni più elaborate come la promozione di scambi linguistici tra le varie regioni della Svizzera. Una possibilità , quest’ultima, già  presente nelle scuola ma forse non conosciuta o accessibile a tutti. Tra le altre idee proposte dai ragazzi vi è anche la possibilità  della maturità  bilingue, possibile in Svizzera tedesca e francese ma carente in Ticino.

 

 

Una macchia risulta quindi l’educazione ticinese nel profilo dei plurilingue made in Ticino; se i giovani ticinesi se la cavano con le lingue oltralpe, non bisogna certamente ringraziare il nostro sistema scolastico, su cui di sicuro c’è ancora molto da lavorare.