Cultura | 23.02.2015

Quando la musica parla… bernese

Text by Omar Cartulano | Photos by Omar Cartulano
Il 13 febbraio a Berna si è chiuso il Love & Gunfire Tour dei Pegasus, uno dei gruppi leader della scena pop elvetica. Come se la saranno cavata i quattro ragazzi di Bienne ?
Noah, Simon, Gabriel e Stefan hanno intrattenuto il pubblico per poco pi๠di due ore
Immagine: Omar Cartulano

Sarà  l’influenza della vicina scena italiana, sarà  il ristretto bacino demografico da cui attingere, saranno forse fattori culturali e il consueto distacco da quanto è in voga al Nord delle Alpi, ma quando ci fermiamo a riflettere su quanti siano gli artisti celebri o degni di nota del panorama musicale svizzero, siamo inevitabilmente in difficoltà .  Se, a volte, a lasciare scettico l’ascoltatore ticinese è l’uso del francese e del tedesco o persino dello svizzero tedesco, le scuse dovrebbero sciogliersi come neve al sole quando un gruppo si presenta con l’ormai inflazionatissimo inglese a fare da cornice a un pop decisamente orecchiabile.

 

Bando ai pregiudizi

Pop, testi in inglese, un look elegante ma nemmeno troppo originale, una presenza scenica abbastanza modesta, il “classico”ma sempre affascinante background dei ragazzi partiti dalla campagna e arrivati fin sui grandi palchi… perché allora i Pegasus dovrebbero ritenere in particolare la nostra attenzione in un panorama internazionale saturo di artisti con queste caratteristiche? La risposta è veramente facile: provate ad andare a vederli a “casa loro”, lasciatevi trascinare dalla loro disarmante simpatia e lo capirete ben presto!

 

Una chiusura di stile

Il Bierhübeli di Berna è uno dei locali storici e più importanti della città . Sul suo palco sono transitati anche artisti che hanno avuto un discreto successo internazionale, ma il 13 febbraio si è trasformato nella dimora artistica e spirituale di quattro ragazzi di casa a pochi km di distanza, nella ridente cittadina lacustre di Bienne. Guidati dal loquace frontman Noah Veraguth, i Pegasus hanno fatto cantare, ballare e saltellare a lungo il numeroso pubblico la serata era sold-out da tempo accorso nella capitale per la data conclusiva del Love & Gunfire Tour. La setlist del concerto ha ripercorso i quattro album del gruppo non tralasciando nessuna delle principali hit. Dalla travolgente apertura con Digital Kids e Rise Up all’emozionante esecuzione di I Take It All, passando per il loro vero capolavoro commerciale, quella Skyline, scelta come inno svizzero per le Olimpiadi del 2012, capace di raggiungere il numero 1 delle classifiche nazionali. Sul palco si sono succedute anche numerose sorprese, tra cover inattese che hanno infiammato il pubblico locale e l’apparizione sul palco della cantante sangallese Ana Scent per un duetto di tutto rispetto.

 

Cabarettisti o musicisti?

Il sound dei Pegasus dal vivo risulta ordinato e fedele a quanto registrato in studio. Probabilmente un po’ più di brio in alcuni passaggi avrebbe giovato allo spettacolo e al coinvolgimento del pubblico, ma ciò che veramente ha sorpreso è stata la semplicità  con cui la band ha condotto lo show, dando prova di un’estrema confidenza e facilità  all’interazione col suo pubblico. Numerose le divertenti gag, molteplici i dialoghi con alcuni fortunati spettatori, accattivanti i racconti di alcuni aneddoti sui membri del gruppo, anche se il tutto è stato inscenato in un rigoroso dialetto bernese. Un fattore che non ha di certo facilitato le cose per i pochi forestieri presenti che, tuttavia, non hanno potuto che lasciarsi contagiare dall’estasi collettiva. La sensazione globale è stata quindi quella di essere di fronte a un gruppo che, nonostante si sia già  fatto conoscere anche all’estero, probabilmente non avrà  i mezzi per sfondare nei grandi festival o concorsi, ma che all’interno della realtà  nazionale, oltretutto con un buon seguito di affezionatissimi fan, potrà  continuare a dire la sua.

 

 

Chissà , forse sfonderanno anche al Sud delle Alpi…