Cultura | 17.02.2015

50 sfumature di aspettative, in Grigio

Carta batte film o le forbici del ciak tagliano la carta?L'attesa è finita, 50 sfumature di Grigio è nelle sale cinematografiche del mondo. Sarà  un top o flop?
Immagine promozionale del film 50 sfumature di Grigio
Immagine: cfr., daringtodo

Era il 2011 quando la scrittrice inglese E. L. James portava alla luce il primo libro della fortunatissima trilogia, 50 sfumature.

Probabilmente lo avrà  sognato tante volte, scrivendolo, che quella storia così complicata e particolare prima o poi si sarebbe materializzata sul grande schermo.

A tre anni da quella geniale illuminazione, il sogno prende vita e si avvera.

 

50 sfumature successo senza pudore

La vendita di quelle 100milioni di copie in 73 paesi, tradotte in 52 lingue diverse si trasforma nel film più atteso del 2015, un regalo ai lettori e agli innamorati, visto il periodo di uscita.

Un lungo, e a tratti sofferente, viaggio quello dalla carta stampata alla trasposizione cinematografica. Che poi si sa, a fare i conti con un pubblico così vasto era impossibile accontentare tutti.

 

Habemus Christian e Ana

Nel Settembre 2013 escono i nomi di chi avrà  “l’onore” di interpretare Christian e Ana, decisione attesa neanche fosse l’elezione del pontefice, attori che, si sa, non avranno più vita facile, né vita privata e verranno ricordati per sempre come Christian o Ana.

L’autrice del libro sceglie di dare il grande annuncio tramite Twitter, cinguettando, il 2 Settembre 2013, l’attore Charlie Hunnam come il giovanissimo e bellissimo miliardario Christian Grey e la bella, ma non troppo, Dakota Johnson come lingenua ma fortunata Anastasia Steel.

La bufera mediatica si attiva subito e dopo petizioni virtuali contro gli attori scelti, cattiverie, contenti e scontenti, il biondo e barbuto Hunnam abbandona il ruolo a causa di impegni televisivi, dicono. Manna dal cielo per molte, scontenti per altre. I giochi sono ancora aperti e la speranza di chi vedeva nel bello e dannato Grey il volto del fuori legge dagli occhi di ghiaccio Matt Bomer o del sexy vampiro Ian Somerhalder rinasce più forte di prima.

Siamo il 24 Ottobre e il dado é tratto. Sarà  ufficialmente e definitivamente il bel cacciatore della serie televisiva Once upon a time, Jamie Dornan a vestire i panni dell’uomo più desiderato del 2013, ma anche del 2014.

 

E’ tutto pronto!

La casa di produzione Universal insieme alla Focous Feature sborsando ben 3 milioni di dollari si aggiudica i diritti per la produzione della saga, scavalcando Warner Bros, Sony e Paramount Pictures, dopo una guerra a colpi di ciak la regia è di Sam Taylor-Johnson sarà  Vancouver a fare da sfondo alla storia più attesa del 2015, gli attori primari e secondari tra nomi conosciuti, sconosciuti e cantanti ci sono tutti. Tutto sembra condurre il suo corso in maniera lineare e così, ben presto, arriva questo millantato 12 Febbraio.

I biglietti sono sold out per tutta la prima settimana di proiezione, fare i conti con i 180 secondi disponibili per la prenotazione on line sembra un passaggio obbligatorio per i più accaniti.

 

Il film

100 minuti di storia di cui 22 di scene erotiche, che siano pochi o abbastanza sta alla coscienza e al pudore di ognuno giudicare, che poi si sa il confronto con la fantasia umana non reggerà  mai, mi riferisco a chi, nella propria testa, aveva già  girato tutte le scene del film.

Andando ad analizzare il frutto di tanto lavoro e tanta attesa possiamo dire con estrema sicurezza che l’impacciata Dakota, ha smontato in mille pezzi tutti i pregiudizi sul suo conto che la volevano sul podio solo per raccomandazione, essendo figlia della famosissima Melanie Griffin, interpretando egregiamente l’insolita ingenua Anastasia, cogliendone tutti gli aspetti e facendone proprio ogni sussulto, di gioia, dolore o piacere.

Deludente per il grande pubblico il tenebroso Christian che carente già  per natura di occhi color ghiaccio ha pensato bene di aggrottare la fronte in ogni scena, risultando così poco trasparente ed eclettico nella recitazione.

 

Argomento bollente e topic fondamentale del film: il sesso.

La domanda che più volte è stata posta alla scrittrice, come alla regia, riguardava i limiti e le aspettative delle scene piccanti in un film che trae ispirazione da quello che viene definito un genere erotico, che tocca più volte la narrazione di pratiche tipiche del BDSM, acronimo di una serie di preferenze sessuali come la dominazione e la sottomissione appunto. Se in un primo momento si pensava ne uscisse fuori un film vietato ai minori di 18 anni, tale restrizione è stata accantonata per permettere ad un pubblico più ampio di vedere il film, romanzandolo, “addolcendolo” e facendo lavorare di fantasia molto più che di vista.

 

Top o flop?

A conclusione dei fatti possiamo dire che il risultato non è male, anche se in alcune scene più che il battito accelerato scappa una risata, tanto sembra essere ai limiti del tragicomico, avvenimento del tutto fuori luogo parlandosi di un argomento così particolare, altri momenti, sorretti dalla rivisitazione seducente della famosissima “Crazy in love” di Beyoncé fanno invece da corollario perfetto ad una storia d’amore e sottomissione che tiene comunque incollati alle poltroncine dei cinema.

50 sfumature di grigio per 50 sfumature dei aspettative, che siano poi 50 sfumature del top o del flop questo starà  a voi deciderlo.

 

Buona visione!