Sport | 07.01.2015

Danzando nell’acqua

Text by Melanie Agresta | Photos by Melanie Agresta
Una passione nata dall'unione di due discipline, la danza e il nuoto. Rozalia Talic, ci porta così alla scoperta del nuoto sincronizzato, uno sport ancora poco conosciuto alle nostre latitudini ma che nasconde un mondo di fatto di eleganza e tanta forza di volontà .
Rozalia ਠla prima da destra, la sua compagna ਠLucia Soldati, con lei ha vinto il bronzo nella Swiss Youth Competition,
Immagine: Melanie Agresta

Come molte bambine, il desiderio di Rozalia è quello di danzare, ma l’amore per il mondo acquatico risulta fin da subito essere più forte. Insieme ad una compagna decide così di tuffarsi nel nuoto sincronizzato.

Il mio primo pensiero associato a questo sport è legato alla fatica, mi chiedo come sia possibile muoversi a sincrono, con un gruppo o anche solo con una compagna, rimanendo a testa in giù.

“La passione è una cosa fondamentale per gestire gli sforzi, ma quest’ultimi sono spesso fraintesi. Si pensa alla fatica come una cosa negativa, ma per me equivale all’impegno. Se non ci si impegna come si può dare il massimo?” In un attimo Rozalia mi dimostra la sua determinazione e la sua forza di volontà , non posso che essere d’accordo con lei.

Fin dalla prima domanda intuisco la sua volontà  di valorizzare uno sport così poco conosciuto, soprattutto attraverso valori che per lei sono fondamentali.

 

“Voler fare, voler migliorare, ma anche saper gestire le emozioni e non arrendersi mai.”

Si sofferma nel spiegare quanto sia importante imparare a conoscere il proprio corpo, capire cosa muovere e come muoverlo, senza dimenticare l’eleganza di esso, attraverso la postura, l’atteggiamento e l’espressività  del volto, che va ad incidere sul voto artistico di una competizione.

 

Se l’impressione è appunto quella di uno sport impegnativo, il racconto di un allenamento “tipo” non può che confermarlo. Strutturato su due parti, ha inizio con una serie di esercizi a “secco”, fuori dall’acqua, legata alla danza classica, per prendere coscienza del proprio corpo nello spazio e per migliorare la flessibilità  della muscolatura, ad esempio per ottenere una linea più armoniosa ed elegante nelle gambe. Una volta in acqua gli esercizi sono mirati sulla tecnica, applicando pesi a caviglie e/o polsi. Si cerca inoltre di migliorare il proprio “feeling” con l’acqua, imparando a conoscere la sua forza. La parte centrale della sessione di allenamento consiste nel provare le coreografie, senza musica, per lavorare sui tempi e la coordinazione. Ad esempio, per andare in sincrono con il gruppo, una fra le ragazze, di solito quella più centrale rispetto alla formazione, “conta”, emettendo dei suoni brevi. Alla fine si prova l’esercizio intero con la musica per vedere il complesso su cui si è lavorato ed allenare così il fiato

Uno sport di squadra fa nascere, come mi conferma Rozalia, una seconda famiglia.

” Cresci con la tua squadra, migliori insieme, scherzi, ridi e fai fatica, sempre insieme. Sono persone che vedi ogni giorno e che vedi crescere come se fossero tue sorelle.”

Per non dimenticare le allenatrici, che nonostante siano rigide e pretenziose durante gli allenamenti, possono rivelarsi delle amiche pronte ad aiutarti.

 

In quanto a competizioni mi racconta come il Ticino parta svantaggiato. In Svizzera interna ad esempio, avendo più ore libere dalla scuola, si ha la possibilità  di potersi allenare maggiormente. Su questo punto è  fermamente convinta, maggiore è il numero di ore di allenamento, più si hanno risultati e miglioramenti. Nonostante ciò, non si può dire che a Rozalia manchino successi degni di nota. Tra i suoi risultati migliori si possono infatti vedere il bronzo vinto alla Swiss Youth Competition e l’oro alla Zürisee-Cup.

Ma come mai quindi, rimane uno sport così poco conosciuto? Tristemente mi spiega che il nuoto sincronizzato è considerato una disciplina di serie B, non essendo molto seguito.

Per mia sorpresa scopro addirittura che a livello mondiale, a differenza di molti altri sport, le atlete non vengono finanziate.

” Lo si fa per pura passione rinunciando a molte cose come gli studi per potersi allenare anche 8 ore al giorno. Non è come il calcio dove un singolo giocatore viene pagato milioni. È solamente pura passione e forza di volontà .”

 

Saluto Rozalia, con in testa l’immagine di una sala da ballo piena d’acqua in cui danzano, leggere ed eleganti, delle ballerine.