19.10.2006

Le parole prendono vita

Text by Manuel Tamò-Tschopp | Photos by Tink.ch
Giuseppe Ungaretti, un poeta ispirato che ancora oggi appassiona molti giovani lettori e poeti. A Luino si è tenuto un seminario di poesia dove i partecipanti hanno potuto scoprirlo un po' di più. Tink.ch ha avuto l'occasione di incontrare ed intervistare un giovane poeta.
Il poeta Giuseppe Ungaretti.
Immagine: Tink.ch

Innanzitutto come hai scoperto la necessità  di scrivere poesie?

Una mattina, mentre stavo facendo lezione di elettronica mi è arrivata l’ispirazione. Qualcosa in me è cambiato rapidamente. Inoltre in quel periodo stavo leggendo “I fiori del male” di Baudelaire e sono rimasto molto colpito da lui. Penso che ci sia una forte relazione tra la lettura di questo libro e quello che mi successe; è come se fosse arrivato un raggio obliquo che espresse in parole sue quello che stavo leggendo. Mi sono reso conto che questo raggio era sempre stato presente, ma non ricordo di averlo mai riconosciuto. Era come essere invasi da una strana luce.

A questo proposito voglio citare Emily Dikinsons: “…stringevo in pugno una perla; era una notte che scrivevo. Al risveglio tutto quello che avevo scritto era sparito e tutto ciò che avevo era  un ricordo d’ametista.”

Questo testo esprime molto bene quello che ho vissuto perché dopo l’invasione di quella particolare luce rimasi con un pugno di mosche in mano.

Quando scrivi le tue poesie, hai poi la possibilità  di leggerle a qualcuno trovando uno scambio, un dialogo?

Dico sempre che scrivere è come un fuocherello dal quale tutti possono scaldarsi  Riguardo a ciò cito Ungaretti che a proposito della poesia dice: “poesia è il mondo, l’umanità , la propria vita fiorita nella parola; è la limpida meraviglia di un delirante fermento.”

Ho un ricordo molto vivido della Calabria, a cui sono molto affezionato. Passeggiando per i campi o per i tipici paesini, e parlando con le persone mi sono reso conto che conoscono tanti versi di vari autori di poesie; questi sono presenti nel loro linguaggio quotidiano. Da quest’esperienza ho concluso che la poesia ha a che fare con la vita e ha la forza di raggiungere le persone più lontane.

In poche parole come mi spiegheresti la differenza tra la poesia e la prosa?

Con la poesia racconti l’attimo con l’attimo: bisogna cogliere l’attimo in cui si ha l’ispirazione così da poter scrivere l’essenza delle parole. Un’ altra metafora per vedere la poesia è la seguente: è come se fosse una faccia con tanti occhi; mi è sempre piaciuto vederla così.

Secondo te, la poesia è considerata nel modo giusto all’interno della società ; nelle istituzioni scolastiche?

La società  sta tentando di cancellare la poesia dal sentire comune, vuole renderla accademica, insiste sulla grammatica e sulla struttura che bisogna adottare per scrivere un buon testo. Nelle scuole, purtroppo, si cerca più di ammaestrare che di trasmettere. Quindi secondo me si dovrebbe focalizzare sulla capacità  che ha la poesia di condividere: il poeta quando legge una poesia emette un grido di condivisione. Quindi c’è un blocco all’interno della società : l’individualismo è all’ordine del giorno. In questo contesto ognuno è il centro dell’attenzione. A questo proposito voglio citare un poeta contemporaneo belga, Guy Goffete: “il poeta è un animale unico, che sta sulla terra ma vuole volare.”

Potresti definirmi la poesia in poche parole?

Un amica che ci accompagna.