19.10.2006

La disoccupazione giovanile

Parlare della disoccupazione giovanile vuol dire toccare un tasto dolente della nostra società  perché sfortunatamente è in continuo aumento, tanto è che costringe i cantoni svizzeri ad andare alla ricerca di soluzioni innovative per invertire la tendenza.
Simone Stirnimann, specialista della Federazione Svizzera delle Associazioni Giovanili, FSAG.
Immagine: Vanessa Zurkirch

Secondo una statistica effettuata del Segretariato di Stato dell’economia, SECO, nel gennaio 2006 il tasso globale di disoccupati in Svizzera era del 3,9 per cento e la cosa sorprendente è che il 5,9 per cento sono giovani che hanno dai 15 ai 24 anni. Il numero dei disoccupati oggi è leggermente superiore agli anni precedenti. In Ticino, per esempio si passa dal 4,9 per cento di giovani disoccupati nel 2005 al 5,9 per cento all’inizio del 2006.  

La specialista Simone Stirnimann della Federazione Svizzera delle Associazioni Giovanili, FSAG, ha introdotto ai giovani del gruppo di lavoro ticinese alla Sessione dei Giovani 2006 i motivi e le conseguenze della disoccupazione giovanile: le cause riguardano in primo luogo le sfere del mercato del lavoro che sono a corto di posti di apprendistato, oppure che per motivi demografici non possono assicurare un futuro ai giovani. Inoltre, la scuola non prepara i giovani ad affrontare il mondo lavorativo creando persone inadeguate a compiere i loro compiti.

Sempre secondo la responsabile della FSAG, la difficoltà  di risolvere la disoccupazione sta soprattutto nell’incapacità  di “scalare le vette della piramide”, perché la Svizzera è un paese dove la mobilità  sociale è debole, cosicché un giovane seguirà  sicuramente le orme famigliari senza avere la possibilità  di iniziare una formazione professionale.

Come conseguenze, la disoccupazione nuoce la salute psichica di una gran parte dei giovani Svizzeri e soprattutto degli stranieri che si sentono inutili per la società  nella quale non riescono ad identificarsi. Il problema è che di fronte a questo, i giovani tendono a non percepire vie d’uscita immergendosi in un letargo profondo, passivi di fronte allo spiraglio di luce. Depressione, isolamento è il risultato dell’incertezza per il domani. La catena continua… l’aumento di malessere implica costi elevati per la società  con l’appello all’assicurazione invalidità  e all’aiuto sociale. Il circolo vizioso è appena iniziato: il bisogno di mantenersi crea una situazione di dipendenza dal piccolo lavoretto impedendo il giovane di poter studiare.