Politik | 16.11.2013

Politiker im Diplomatenanzug – Un politico in completo da diplomatico

Per la versione italiana vedi sotto - Einer der drei Nominierten für den Prix Jeunesse ist der 45-jährige Thomas Lötscher von der Fachstelle Punkto Jugend und Kind, die den Zuger Jugendpolittag organisiert. Der Kantonsrat (FDP) und Banker sieht sich nicht als hitziger Verfechter von Jugendanliegen, sondern als Vermittler.
Ermuntert zur Eigenverantwortung: Thomas Lötscher.
Bild: Matthias Käser

Warum setzten Sie sich für die Jugend ein und auf welche Schwierigkeiten stossen Sie dabei?

Als Jugendlicher ärgerte mich nichts mehr, als wenn uns die Erwachsenen nicht ernst nahmen oder pauschal schlecht machten. Ich wollte nicht diesem negativen Beispiel folgen. Politiker haben ihre Schwerpunkte; darin sind die Jugendthemen nicht unbedingt vertreten. Hier muss erst ein Bewusstsein für die Lage der Jugendlichen geschaffen werden. Als Vater von zwei Kindern möchte ich ausserdem, dass sie in eine gute Welt hineinwachsen und lernen, Verantwortungen zu übernehmen.

 

Wie fassen Sie Ihre bisherigen Bemühungen zusammen?

Im Bereich Jugend und Politik kann ich feststellen, dass wirklich ein Interesse vorhanden ist. Für mich ist das Hauptziel von Veranstaltungen wie der Jugendsession und dem Zuger Jugendpolittag, dass die Jugendlichen erfahren, wie Politik funktioniert. Am Jugendpolittag diese Woche habe ich konkrete Massnahmen mit den Jugendlichen besprochen, die wir umsetzen könnten, dabei aber klar gesagt: Ihr könnt zu mir kommen, aber die Verantwortung liegt bei euch.

 

Wie ist das gemeint?

Meine Aufgabe ist es, wie ein Katalysator zu wirken. Wenn Jugendliche ein Anliegen haben, und ich hinter dem Thema stehen kann, unterstütze ich sie gerne. Wenn es nicht mein Thema ist, rate ich ihnen, wo sie Unterstützung finden. Leider habe ich nach dem Jugendpolittag nichts mehr von den Teilnehmern gehört, das ist schade. Aber man darf nicht enttäuscht sein.

 


Il Consigliere cantonale Thomas Lötscher, liberale PLR di Zugo, è stato nominato per il Prix Jeunesse per merito del suo impegno in ambito giovanile. Tink.ch gli ha posto alcune domande riguardo alla politica dei giovani e al suo ruolo, che lui definisce di mediatore e non di sostenitore.

 

Da cosa nasce il suo interesse per i giovani?
Dalla mia esperienza personale. Anch’io sono stato giovane, e niente mi faceva più arrabbiare di non essere preso sul serio o di essere etichettato a causa della giovane età  direttamente come “non all’altezza”. Volevo fare di più. Molti politici hanno i loro schemi di pensiero, le loro tematiche personali, e in queste le questioni giovanili non occupano necessariamente un posto di rilievo. Bisogna creare consapevolezza, rendersi conto di quanto sia necessario agire in questo campo. Dobbiamo imparare a metterci nei panni dei giovani. E questo purtroppo non è scontato.

Quali temi le stanno a cuore in ambito giovanile?
Voglio rendere i giovani capaci di assumersi le proprie responsabilità . Fare in modo che cerchino le informazioni da soli, che si confrontino con esse e che si facciano un’opinione al riguardo, opinione che poi devono difendere. Abbiamo molte più opportunità  che in altri paesi, possiamo intervenire sulla scena politica in qualità  di normali cittadini. Dobbiamo sfruttare queste opportunità . Di questi tempi regna un grande disinteresse per la politica. Sarebbe bello che i giovani mostrassero di nuovo il loro entusiasmo.

Faccia un bilancio del suo impegno fino a qui.
Nell’ambito politico noto un certo interesse da parte dei giovani. Per me, l’obiettivo principale di manifestazioni come la Sessione dei giovani è che i giovani tocchino con mano come funziona la politica e si impegnino per ottenere ciò che vogliono. Il mio compito è di aiutarli, di agire un po’ come un catalizzatore. Gli adulti si devono rendere conto di che pasta sono fatti i giovani. In questo modo creiamo una società  indipendente ed intelligente.

Le sue prospettive per il futuro?
Quando i giovani hanno un interesse da difendere che condivido li aiuto volentieri. Se il tema non è di mia competenza, li indirizzo a qualcun altro che li possa sostenere. Per me, la politica dei giovani è davvero un successo quando diventa parte della politica “normale” e non si fa più alcuna differenza tra le due.